Una settimana di neve e Murakami mi ha ripulito il cervello e scatenato uno strano istinto di sopravvivenza. Ho addirittura sentito il bisogno di perdonare, ma me lo sono ricacciato dentro chè non è ancora tempo.
Oggi ho rimesso in moto la macchina rimasta sommersa sotto una coltre di neve e ghiaccio che non accenna a sciogliersi e sono andata alla conquista del mondo. Non posso più andare a pranzo da mia madre, la domenica, allora ho dirottato l'auto verso Le Gru.
Due romanzi: "Domani nella battaglia pensa a me" e "Un cuore così bianco". Sono di Javier Marias, non leggo spagnoli da un po', ne ho bisogno. Non ho trovato il TAMPS di Catalano, ma la cassiera di Feltrinelli, in quell'inferno di demenza da centro commerciale, si è illuminata quando gliel'ho chiesto ed era stradispiaciuta di non averlo. Mi ha chiesto quand'è il prossimo reading, mi ha salutato dicendo "Ci vediamo al suo spettacolo!" .. bella!
Ho preso i miei quaderni, i Moleskine grandi senza righe, quelli con le pagine seppiate e la copertina nera, gli unici su cui riesco a scrivere perchè anche la scrittura vuole i suoi strumenti e riti ed io stavo morendo di sterilità senza, perchè il PC non è la stessa cosa. Non per me, almeno.
Questa è fantastica!
Digito su google le parole "Scrivere fino alle ossa", cerco il libro della poetessa americana che ho letto tante volte per linkarlo qui, mentre scrivo di strumenti di scrittura e tadaaaaan! Primo risultato della ricerca:
Emozionante!
Bello il template, mi piace da morire.
E d'un tratto, catapultata indietro di dieci anni, mi rivedo esattamente com'ero: 26 anni, capelli lunghi, magrissima, convivevo da un anno e mezzo ed ero già alla frutta. E il mio cane e Irene e la mia famiglia e mio padre... quelle parole su mio padre: "E stamattina mio padre mi ha fatto sapere che c’è, che non devo drammatizzare, che le discussioni ci sono ma poi passano come tutto il resto…"
Bello, pulito, elegante e fresco. Bianco.
Sono passati dieci anni e uso ancora Licuadora: qualcuno ne sarà orgoglioso...
PS: Eccerto! Il libro che cercavo è stato orrendamente tradotto in "Scrivere Zen", ma il titolo originale è "Writing down the bones". E tutto torna.
Eccolo, intero, così ripasso un po' d'inglese Writing down the bones
lunedì 6 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
TAMPS
– ti amo ma posso spiegarti
le dissi
– un ottimo titolo per un libro di quelli che vanno adesso
mi disse
– sì ma io te lo dissi per davvero
le dissi
– non sprecarlo con me, facci un bel romanzetto di giovanilismo
alla moda
mi disse
– ma scusa, cristomadonna, io ti dico una frase d’amore e tu mi
dici di farci un titolo di merda?
le urlai
– non t’incazzare, lo dico per te, con un buon titolo hai fatto il
cinquanta per cento
mi sussurrò
– allora senti questo – le dissi – cazzi ne hai presi più tu che un
esercito di mignotte da sbarco
– sei un cretino, e poi è vecchio, e poi l’Einaudi non te lo passa
– e la Feltrinelli?
– neanche
– la Mondadori?
– manco la Mondadori
– dici?
– dico
– ci vieni con me a limonare duro al concerto degli ACDC
conosco uno che monta i palchi e ci fa entrare gratis?
– no
– fa schifo
– dici?
– dico
– mi trovi basso?
– sì
– mi trovi grasso?
– sì
– potresti trovarmi se mai mi perdessi?
– farei del mio meglio
– quindi?
– quindi mettiti comodo e spiegami dettagliatamente questa cosa
curiosa che mi ami, cercando di essere convincente come se
stessi tentando di persuadere un intero plotone d’esecuzione
pronto a far fuoco sul tuo corpo inerme, a graziarti
– come titolo non è un po’ lungo?
– fai tu
Miraggi Edizioni - Guido Catalano
le dissi
– un ottimo titolo per un libro di quelli che vanno adesso
mi disse
– sì ma io te lo dissi per davvero
le dissi
– non sprecarlo con me, facci un bel romanzetto di giovanilismo
alla moda
mi disse
– ma scusa, cristomadonna, io ti dico una frase d’amore e tu mi
dici di farci un titolo di merda?
le urlai
– non t’incazzare, lo dico per te, con un buon titolo hai fatto il
cinquanta per cento
mi sussurrò
– allora senti questo – le dissi – cazzi ne hai presi più tu che un
esercito di mignotte da sbarco
– sei un cretino, e poi è vecchio, e poi l’Einaudi non te lo passa
– e la Feltrinelli?
– neanche
– la Mondadori?
– manco la Mondadori
– dici?
– dico
– ci vieni con me a limonare duro al concerto degli ACDC
conosco uno che monta i palchi e ci fa entrare gratis?
– no
– fa schifo
– dici?
– dico
– mi trovi basso?
– sì
– mi trovi grasso?
– sì
– potresti trovarmi se mai mi perdessi?
– farei del mio meglio
– quindi?
– quindi mettiti comodo e spiegami dettagliatamente questa cosa
curiosa che mi ami, cercando di essere convincente come se
stessi tentando di persuadere un intero plotone d’esecuzione
pronto a far fuoco sul tuo corpo inerme, a graziarti
– come titolo non è un po’ lungo?
– fai tu
Miraggi Edizioni - Guido Catalano
giovedì 2 febbraio 2012
Vedi tu
Il comico Louis C.K. ha raccontato che una volta sua figlia aveva la febbre e le ha dato una medicina che sapeva di gomma da masticare. “Che schifo!”, si è lamentata lei. Louis era esasperato. “Non puoi dire ‘che schifo!’”, le ha risposto. Con questo voleva dire che essendo una ragazzina bianca americana era tra le persone più fortunate del mondo, sicuramente più fortunata di tutti i poveri bambini che non hanno nessuna medicina, e meno che mai una che sa di caramella. Vorrei farti la stessa obiezione, Vergine. Nell’ordine generale delle cose, la tua sofferenza di questo momento è ridicola. Cerca di pensare a tutte le fortune che hai e non a quel piccolo disagio.