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sabato 6 febbraio 2010

La sera in cui tutto mutò

Non era solo quando entrò.
Con lui appollaiato sullo sgabello più alto stava uno sconosciuto disinvolto.

Le parlò di una Terra lontana, destinazione imminente di sogni e progetti non suoi. Lei non udiva parole, solo il battito del suo cuore, un tamburo inarrestabile e forte, suonava un ritmo misterioso e solare. Vedeva solo i suoi occhi brillare, le sue mani componevano scene di vita non ancora accadute, il suo sorriso conquistava
l'uditorio silente, il suo sguardo emanava malinconia, antica mestizia di una notte fredda e incolore.

"E' tardi, si chiude!"

Nessuno si accorse che fuori pioveva quando dentro splendeva un sole caldo d'estate e di mare, di spiagge bianche sulle quali dormire, sognare, morire.
La guardò smarrito, ma subito un lampo illuminò i suoi occhi nocciola: mimò l'apertura di un ombrello, lo alzò sul suo capo e le offrì il braccio libero.

Se ne andarono così, il braccio di lei avvolto su quello di lui, con un ombrello immaginario sulle teste vicine, stretti nel loro primo amore.
E nemmeno una goccia li bagnò.

Inviato da iPhone

lunedì 24 novembre 2008

La chiusura del cerchio

Insieme hanno comprato gli ingredienti per la cena, e con calma si sono messi ai fornelli, dopo una doccia, a tagliare, affettare, condire.

A fine cena gli ha ricordato l'episodio dell'ombrello, quando lui mimò di aprirlo e reggerlo sulle loro teste per ripararsi perchè pioveva, la prima volta che si sono incontrati. Lui non lo rammentava. E quando lei ha concluso il racconto, sorrideva come un bimbo: "Che gesto romantico!"

Ha avvicinato il volto a quello di lei, si sono sfiorati e accarezzati con il naso, la bocca, le guance per un tempo infinito, prima di abbandonarsi.
Le loro esperienze si sono mescolate.

"Questo è il nostro addio.
Abbiamo chiuso il nostro cerchio".

Ha sentito un dolore lancinante, come se le stessero strappando una parte di sè. Ha pianto di un pianto diverso da sempre, un pianto interiore, che non finiva più mentre lui la teneva stretta, senza pronunciare una parola.

"Sarei dovuto venire prima a chiudere questo cerchio".

La mattina appena sveglio, le ha accarezzato la schiena e le spalle per qualche minuto, poi si è alzato, si è vestito ed è andato via. Lei l'ha lasciato fare senza dire nulla.


ventisette agosto duemilaotto

Turisti a Torino

L'ha caricato in moto e via.
Non credeva nemmeno di esserne capace: 17 anni fa il suo primo pilota, oggi il suo primo passeggero.

"Guarda! Ti mangi ancora le unghie come allora!"

Hanno camminato per tutto il giorno, per tutto il centro della città.
Hanno pranzato; seduti a quel tavolino all'aperto, per ore si sono raccontati. Un dialogo tra due anime che si trovano nello stesso luogo, che si conoscono con il cuore e la pancia.

"Mi sento proprio comodo".

Sul muretto dei Murazzi sono rimasti a guardare la città, a sognare e ricordare; lo guardava e desiderava sfiorare la sua mano, appoggiare la testa sul suo petto.

A piedi sono andati allo studio di angela.
L'ha aspettata su una panchina del parco di fronte e al suo ritorno: "Come stai? Libera?" e un sorriso luminoso sul volto.

Lentamente sono tornati indietro, riattraversando tutto il centro della città, per raggiungere la moto. Mentre lei infilava il casco e i guanti e slegava La Misteriosa, lui le sorrideva, osservando i suoi gesti.

Era così felice!

ventisei agosto duemilaotto

La prima sera

Così vicini da fondersi insieme,
e nello stesso tempo così distanti.

Perchè sanno che la loro natura è separarsi.
Sempre.

venticinque agosto duemilaotto

due settembre duemilaotto

Mentre faceva la doccia mi sono addormentata.

Il mattino dopo ero allegra, nonostante fosse il giorno della partenza.
Lui era ombroso.

Davanti al mio portone abbiamo aspettato insieme il taxi.

Mi ha baciata prima sulla fronte, poi sulle guance, infine le labbra.
Più volte.
Ci siamo stretti forte.

E' salito sull'auto e ci siamo salutati,
mentre scivolava via,
attraverso il finestrino chiuso.

giovedì 6 novembre 2008

7 settembre 2008



In giro per Roma

Strade vuote
Mente vuota
E pancia vuota

La mia immaginazione è volata per un momento sul tuo prato
e dopo due giorni
finalmente ho sorriso

4 settembre 2008

C'è un lupo senza donna
che si addormenta

Leggendo

Mentre si lecca le ferite
della tristezza e della solitudine

Ma sa che così deve essere
altrimenti soffrirebbe di più
il lungo letargo degli anni invernali

3 settembre 2008



Triste la notte senza le tue parole
Triste il letto senza il tuo sorriso

2 settembre 2008

Vivi la tua vita
percorri i tuoi sentieri
prendi i tuoi incroci
e
Attenta
che sicuramente spunterò
dietro un angolo

Sei sempre lì
nel cassetto più pregiato
il motore della vita

lunedì 1 settembre 2008