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domenica 11 marzo 2012

Incidente d'auto

Stanotte ho sognato un incidente d'auto: impattavo contro lo spigolo di un marciapiede mentre sopraggiungevo a velocità sostenuta perchè avevo fretta d'arrivare non ricordo dove e mi ribaltavo. Ma genialmente pazza come sono, razionalità fatta persona, ho interrotto il sogno svegliandomi perchè non mi potevo permettere di distruggere l'auto e farmi male chè nei prossimi giorni devo accompagnare mia madre in ospedale per l'intervento all'occhio. E' stato il primo pensiero appena mi sono ridestata.
Nel tentativo di ricostruzione del sogno, ho recuperato solo l'ambientazione precedente: ero in un quartiere chiuso, con palazzi molto grandi, caseggiati enormi, come fosse una piccola cittadella (ricordavano tanto le immagini di Scampia che si vedono nei TG) ma al contrario di quelli, erano puliti e ben tenuti e ben organizzati. Ero con un ragazzo e una ragazza e progettavamo un evento all'interno del quartiere, un concerto, una manifestazione ludica, non ricordo con esattezza. Per questo correvo in macchina: avevo fretta di iniziare il mio compito nell'organizzazione della serata.

Sognare un incidente automobilistico si collega facilmente a un blocco e una ferita in ambito sociale, nel mondo del lavoro e dei progetti.

L'auto è tipicamente simbolo che indica il mezzo che abbiamo per realizzare i nostri progetti, quindi è ovvio che abbiamo paura proprio di tentare di realizzare questi progetti oppure troveremo ostacoli nel realizzarli. Se l'incidente in sogno è causato da un qualcosa sulla strada, allora la mancata realizzazione di un progetto dipende da un ostacolo che può essere reale così come nella nostra mente e dipendere solo da noi.

Fare un incidente con un'automobile con cui non riusciamo a frenare o a controllarne la velocità: siamo sempre di fronte alle nostre paure di non avere i giusti mezzi, le giuste qualità e capacità di affrontare situazioni che ci interessano nella realtà. Effettivamente, sogni del genere, vengono a dirci di stare attenti a valutare attentamente i mezzi con cui vorremmo operare, perchè potremmo non averne abbastanza e non essere quindi all'altezza delle situazioni.

L’automobile così come la moto rappresentano un estensione dell’Io, quindi se questi sono danneggiati significa che anche noi stessi lo siamo. In questo caso lo schianto o una caduta con il proprio mezzo di trasporto possono simboleggiare la perdita di controllo sulla propria vita. E’ anche per questo che si sognano i freni che non funzionano o una velocità elevata.

mercoledì 29 febbraio 2012

Risposte dall'inconscio

Sogno nitido, ma pochi ricordi.
C'ero io, c'era Andrea, c'era Michi. E i loro amici, credo. Mi stavano raccontando d'essere andati a vedere qualcosa che sanno io amo moltissimo ma loro affatto, tipo un live dei Marlene. Ero scioccata che non m'avessero invitata. Reazione mia tipica: raggelata, bloccata, incapace di esprimermi. Ho sentito (e lo ricordo con chiarezza) il freddo attraversarmi dentro, da capo a piedi. Quella sensazione di gelido smarrimento che provo ogni volta che subisco un rifiuto. E ho tentato di nascondere i miei sentimenti, di non trasmettere il mio disagio. Abbiamo parlato ma non ricordo i dettagli. Solo una frase di Andrea: "Ora capisci perchè la gente ha paura di te?". In quel momento so di aver capito, anche se ho dovuto riflettere un po' e ho sentito qualcosa ribellarmisi dentro. Anche Michele ha rincarato la dose, non ricordo le parole esatte, ma sembrava che tutti sapessero perfettamente qualcosa che solo io faticavo a cogliere fino in fondo. Per loro invece era di un'evidenza cristallina.

Inviato da iPhone

sabato 11 febbraio 2012

Topi

Stamane, poco prima di svegliarmi, ho sognato topi.
Piccoli e grigi, uscivano da un buco della parete della camera da letto, in alto, accanto alla finestra, sopra il divano. Trasportavano cibo.
Ci accorgevamo (io e chi?) di movimenti strani nella casa e indagando meglio, scoprivamo prima uno solo, poi 4 o 5 topini grigi che dalla stanza correvano rapidi in cucina con pezzi di cibo sulla schiena, come fanno le formiche con le briciole.
Allora dicevamo: "Eliminiamo il cibo così non torneranno più in casa!".
Li seguivamo per tutto il tragitto e ci bloccavamo al loro arrivo a destinazione, io e un cagnone nero tipo bracco dal muso quasi umano tanto era sorpresa e buffa l'espressione che mi rivolgeva davanti a questa scena. Mi sembrava che oltre a noi ci fosse un esercito di animali domestici diversi ad osservare e seguire i movimenti di questi roditori.
Quando mi sono svegliata per prima cosa ho guardato quel punto della parete per verificare se ci fosse un buco, ma no.
Sollievo.

giovedì 24 novembre 2011

Il senso del sogno



La Cantantessa nel sogno rappresenta la parte di me più profonda e vera, quella coraggiosa e dura, ma anche dolce e comprensiva, che guarda quella che sta più in superficie e l'approva con tutta se stessa, così fortemente da non poter fare a meno di dimostrarlo con gesti plateali.

Prima fisici: l'attrazione dello sguardo intenso che mi riconosce in mezzo alla folla, il sorriso, aperto e sincero, che non s'incrina nemmeno per un istante, la discesa fisica fino a me, dal palco lei mi viene incontro, senza attendere che lo faccia io, percorre lei tutta la strada che c'è da fare per arrivare fino a me.
Infine l'abbraccio, avvolgente e caloroso, da "famiglia" a volermi infondere una sicurezza piena che non ho, visto che sorrido ma al contempo la osservo con incredulità.
Perchè è il corpo lo scrigno della vera essenza, di ciò che sentiamo veramente, senza filtri, il corpo non mente mai, non è fallibile o interpretabile come lo sono le parole.

E attraverso le parole: "Non ho resistito alla bellezza di questo sguardo e di questo volto", appena avverte che la mia mente si sta facendo mille domande fuori luogo, perchè sa che quella parte di me che sta più in superficie necessita del verbo per capire, usa la mente per discernere, non riesce ancora a fidarsi fino in fondo dei segnali che manda il corpo, non è abbastanza "sveglia" (saggia).

Così dimostra di amarmi di amore autentico, non mi lascia nel dubbio: afferma con forza, senza ambiguità, in un messaggio chiaro, privo di contraddizioni, le parole rafforzano il senso dei gesti che compie verso di me, in un grande atto di generosità.

E' un sogno pieno di femminilità, di quella tramandata dalla donna lupa.
Quella notte mi è apparsa in sogno la mia "donna selvaggia", quella narrata da Clarissa Pinkola Estes:
Siamo pervase dalla nostalgia per l'antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l'ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l'ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.

Questo sogno è così bello e significativo in questo momento, che fa il pari con quello della mia nuova nascita di tanti anni fa.

sabato 19 novembre 2011

Pazza

E poi stanotte ho sognato Carmen Consoli, sul palco di un concerto, incrociare il mio sguardo e scendere ad abbracciarmi forte e pronunciare al microfono testuali parole:

"Chiedo scusa al pubblico per questa interruzione, ma non ho potuto resistere alla bellezza di questo sguardo e di questo volto".

Colta da profondo imbarazzo e sorpresa mi sono fatta mille domande, mentre lei mi sorrideva osannata dal pubblico che pure non interferiva con lo spazio intorno a noi due che sembrava invalicabile.

Così, tanto per ricordarmi che sono pazza.

martedì 14 giugno 2011

Capelli

Stanotte ho sognato capelli.

Prima ero nel salone nuovo del mio parrucchiere che al momento di fare la piega mi abbandonava nelle mani di un bambino (che poi in realtà era una bambina) che sembrava molto sicura di sè, verso cui però io non nutrivo la minima fiducia, anche se la prima volta che mi sono guardata allo specchio ho notato che aveva fatto un ottimo lavoro. Ero turbata e preoccupata, ci tenevo in modo molto particolare ad uscire di lì con la testa perfetta e per tutto il tempo non ho fatto che complicarle la vita, tanto che ricordo solo molta confusione.

Poi ero in una stanza d'albergo insieme a due ragazze, loro si asciugavano i lunghi capelli in bagno, mentre io facevo la stessa cosa seduta sul letto. Ma il mio phon era monco, gli mancava il beccuccio.
Il parrucchiere nei sogni può fare la sua apparizione come simbolo di qualcosa o di qualcuno che ha il potere di agire sul sognatore: condizionare, modificare, far riflettere, influenzare, aiutare. Il parrucchiere si occupa dei capelli, i capelli sono sulla testa, alla testa sono legati i pensieri, le idee, le opinioni. Ed il significato del parrucchiere nei sogni è ugualmente legato a pensieri ed idee che vengono “elaborate”, modificate, aggiustate.

Sognare un parrucchiere che pettina il sognatore, fa pensare alla necessità di mettere ordine nella propria testa, fare ordine nei propri pensieri, riflettere, oppure cambiare opinione.

Il simbolo del parrucchiere non è quasi mai giudicante, e difficilmente provoca sensazioni di angoscia come altri personaggi onirici. Il parrucchiere agisce facendo del suo meglio e senza giudicare. Possiamo considerarlo un buon alleato. Un Sé psichico attivo, un’energia positiva che ha a cuore il benessere e la capacità di relazionarsi con gli altri.

I capelli nei sogni sono legati al potere personale, per questa ragione, anche il parrucchiere nei sogni può far emergere le qualità personali ed esprimere ciò che il sognatore è, ciò che sente. E’ uno strumento efficace ed un alleato, quando le emozioni nei sogni sono di fiducia.

Ma se ci mettiamo nelle mani di un parrucchiere onirico che non ci ispira fiducia, se nel sogno sentiamo paura, ansia, o non riconosciamo la nostra immagine allo specchio, dovremo riflettere molto attentamente su quello che stiamo facendo, e chiederci se anche nella realtà ci stiamo affidando a persone che ci lasciano pieni di dubbi, o se ci costringiamo a vivere situazioni che forse ci danneggiano, nelle quali non crediamo.

Dobbiamo pensare che il parrucchiere ci “mette le mani in testa”, e noi glielo permettiamo. Chiediamoci quindi a chi nella realtà riserviamo la stessa fiducia, a chi ci arrendiamo con facilità, di chi abbiamo soggezione… Chi ci mette le mani in testa? Rispondere a queste semplici domande ci aiuterà a capire un po’ di più il nostro parrucchiere onirico e la sua funzione nei nostri sogni.
Ogni gesto che il parrucchiere nei sogni compie con i nostri capelli: lavare, pettinare, tagliare, fissare con la lacca sarà il riflesso di un bisogno che sta emergendo, o di un cambiamento avvenuto e di cui non siamo ancora consapevoli.

sabato 13 novembre 2010

Incubus

E' tutta la notte che vago per un albergo.
Stanze, persone, in gruppo con me, sembra un raduno, tutti distribuiti in posti diversi e alla fine insieme a una ragazza ritrovo quello che penso sia il mio fidanzato, ma inizia una strana danza amorosa a 3 o a 4, ho la sensazione che ci sia un quarto ma forse non è così, siamo solo noi 3 e sembra tutto normale finchè lui col capo appoggiato sul mio grembo, lei si abbassa sul suo sesso e fa per slacciargli i pantaloni, a gesti le chiedo cosa sta facendo e lei mi fa segno che tirerà fuori il suo sesso per prenderlo in bocca ed io mi oppongo, mi sfilo da questo strano abbraccio a 3 e dico di no, mentre lui si lamenta: "Ma come? Ora che toccava a me!"
Ed io sto male, non mi aspettavo questa reazione e me ne vado, sperando che lui mi segua.
Ma lui non lo fa.
Allora torno e li trovo che fanno sesso.
Mi sveglio di soprassalto e non riesco a capire di chi sono i volti del mio sogno.

giovedì 26 febbraio 2009

Frammenti di sogni

Un intervento chirurgico.
Penso:
"Eliminerà la causa dell'aumento di peso"

Una finestra di msn che si apre,
un amico lontano che mi scrive:
"Vale!!!!!!!!!!
Ma dov'eri finita???????"

Un sms che trilla da mezzanotte:
"Ne parliamo venerdì"
Di cosa?!

Amo dormire sola,
ridestarmi,
al mattino,
avvolta nel piumone,
caldo di me.

martedì 24 febbraio 2009

Rottura senza separazione

Ancora sogni rivelatori ...

Sei arrivata tardi e non hai partecipato al pranzo?
Sarai rimproverata!
Non sei come vogliono loro?
Non sarai coinvolta!
Non ti comporti secondo i loro schemi?
Sarai esclusa!

E ti senti di nuovo in colpa per tutto il bello che ti accade. E ti chiedi se lo meriti, come se l'amore fosse un territorio da conquistare e non un dono.

Ma chi sono le persone che ami?
Quelle che ti permettono di essere come sei,
senza maschere,
senza ipocrisia,
senza pretese,
Quelle con cui sei TU,
con tutte le tue fragilità
senza il timore di essere rifiutata.

Prigioniera di te stessa, degli schemi che non sono tuoi, di quella dipendenza che hai coltivato per sentire un senso di appartenenza che non hai provato mai.

domenica 22 febbraio 2009

Turbamenti



Questa notte mio padre era adirato.
Con me.
Lo sguardo duro, i toni ostili, le parole erano lame taglienti.
Era indisponente e affatto conciliante. Ad ogni mia domanda rispondeva con tono di sfida. Tutta la famiglia riunita per un pranzo speciale. Anche le pietanze lo erano, alcune così strane che io non potevo non domandare.
Ho deliberatamente dimenticato parte del sogno.
Quando mi sono svegliata ogni dettaglio era chiaro, soprattutto le sue parole.
Ma ho deciso di non scriverlo, non volevo ricordarlo.
Mi ha ferita e turbata.
Non sono riuscita, però, a dimenticare il suo sguardo.
E mi ha ricordato il mio, quando sono piena di livore e la rabbia trasforma il mio volto e il mio sguardo racchiude l'odio di tutti i tempi.

mercoledì 18 febbraio 2009

La bambolina

La bimba del sogno, è il personaggio di una fiaba, un cartone animato, una bambolina. E' la miss, un personaggio, un ruolo, una maschera. Quello che sono stata fino ad oggi. Diventa una bambina vera, finalmente! Valentina, diventi umana! Le prepari il giaciglio per dormire, è una bimba vivace, la tieni tra le braccia mentre prepari il suo lettino. Sei tu, sei umana, ti prenderai cura di quella bambina. E' tua. Sei tu. Un sorriso, una vita, la TUA

lunedì 16 febbraio 2009

La fatina


Matisse
Una bimba, capelli corti e neri.
Una fatina, minuscola, tra le mie mani.
Le facevo il bagnetto sotto l'acqua di una fontana.
Lei si lasciava immergere e sorrideva.
Le preparavo il giaciglio per dormire accanto al mio letto,
a terra.
A quel punto era una neonata vera,
si agitava tutta.
Nel sogno sapevo di averla già vista,
come se l'avessi già sognata,
come se facesse già parte del mio inconscio.

martedì 10 febbraio 2009

Sto bene

Non sono ferita, sto bene, non è nulla di grave.
Sono inciampata, è vero, ma non mi sono fatta nulla.
La lesione è solo in superficie.
Guardami!
Sono ancora in piedi e cammino, sorrido, ti parlo, sono calma.
Ora alzati con me, non c'è bisogno di preoccuparsi, puoi alzarti e stare con me.
Ho messo in scena il sogno e ho ricordato le parole che ti ho sussurrato all'orecchio, la mia voce morbida e ferma ti ha convinto e ti sei rialzato insieme a me.
Calma, potere e forza erano in me, mi hanno donato la percezione di quello che sarò, di quello che dentro c'è ma ancora si cela.
Sono stata come vorrei essere.
La vita mi ha fornito le occasioni ed io ho scelto l'attesa, mi sono presa del tempo, infine ho reagito. Con calma, intelligenza, ho lasciato che la risposta giusta salisse alla mia mente da sè.
Ho camminato verso di me e si è aperta la porta che cercavo.

martedì 13 gennaio 2009

Parla con lui

(ancora una volta il mio inconscio mi ha indicato la strada)

Il sogno.

Sono con mio padre, a piedi, camminiamo insieme.
Saliamo verso la piazza. Mi confida che stiamo andando a ritirare due torte in pasticceria, la mia preferita, e quella preferita da mio fratello.
È felice e soddisfatto della sorpresa, le ha ordinate per noi.
Quando arriviamo in piazza ci separiamo, io mi fermo accanto a un ragazzino con disturbi mentali. Lo conosco, mi parla, ma a un certo punto si accascia sui miei piedi, nota un’ammaccatura sul mio stivale e lo accarezza.
Io non lo tiro su di peso, ma mi inginocchio accanto a lui e gli parlo nell’orecchio. Con voce calma, ma ferma, lo convinco a rialzarsi.
Dopo poco mio padre torna, ma non ha né le torte né l’allegria con cui ci siamo separati poco prima. E il sogno si confonde e perde nitidezza.
Quel ragazzino ha notato l’ammaccatura sui miei stivali e li ha accarezzati.
Che cosa ti avrò sussurrato con amore e comprensione, all’orecchio?
Quale parte di me rappresenti?
La peggiore, quella così inaccettabile che risulta ai miei occhi “un disturbo mentale”.
Ma l’altra parte di me cosa fa?
Ti parla con amore, ti convince senza forzare, a rialzarti.
Devo parlare con te.
Devo consolarti.
Devo perdonarti.
Devo accettarti.
Devo amarti.

venerdì 28 novembre 2008

Segni dal cielo



Stanotte ho sognato un cielo limpido pieno di stelle,
tantissime,
luminose,
brillanti.
Ne ho vista una volare giù a picco!
Una stella cadente ..

Ho pensato:
"Desidero .. desidero .. desidero?"

mercoledì 19 novembre 2008

Messaggi dall’inconscio

Guarda la sua opera con disprezzo.
La smorfia di disgusto sul suo volto è eloquente.
Ha tentato di realizzare qualcosa di magnifico, ma non ha ottenuto il risultato che desiderava e ne ha sofferto. Piuttosto che offrirci almeno quello, rimediare o creare qualcosa di alternativo, ha preferito buttare via tutto e fermarsi lì.
È rimasto immobile a guardare il suo tentativo fallito.
Mio fratello ed io abbiamo chiesto spiegazioni, ma lui non ci ha nemmeno visti, nè sentiti. Io, però, sapevo tutto ciò che era accaduto, anche se sono arrivata, come mio fratello, quando era già tutto finito.
Quello doveva essere il nutrimento per noi.
Siamo rimasti senza.
Ho dentro l’immagine di un padre giudicante e severo, insoddisfatto della sua vita e di quello che ha fatto per la sua famiglia. Ma il mio inconscio mi ha parlato chiaramente: so che la sua delusione era verso se stesso, noi non siamo causa della sua amarezza.

(scrivo al presente … )
Non ho ancora elaborato il lutto.

giovedì 13 novembre 2008

La beatitudine del volo

Ero sulla cima di una collina.
Non ero sola, con me un uomo.
Mantenere l'equilibrio era complicatissimo.
La paura di cadere era intollerabile.
Ricordo con nitidezza il terrore ad ogni mio movimento.
Le gambe tremavano, la sensazione stava diventando insopportabile.
Mi toglieva il respiro.

All'improvviso ho deciso di buttarmi giù.

Una sensazione di beatitudine,
Ho smesso di avere paura.

Mi sono svegliata serena.

lunedì 10 novembre 2008

Notte agitata

E mi ritrovo a sognare mio padre.
Cucina un tacchino intero, con contorno di melanzane viola, peperoni rossi e gialli e zucchine verdi.
Terminata la cottura, il risultato non è di suo gradimento.
Butta tutto nell'immondizia, in malo modo.
Resta seduto su una sedia in salotto ad osservare con disprezzo il punto in cui ha gettato via il cibo, concentrato, come se stesse guardando la propria vita e non una semplice pietanza venuta male.
E' così che lo sorprendiamo, mio fratello ed io.
Chiediamo spiegazioni, che non arrivano, se non sottoforma di un'espressione disgustata sul volto, le labbra un po' storte, un po' all'ingiù.
Mi sveglio con quest'immagine e penso a tutti i suoi significati.

Oppure sogno una casa eretta su diversi piani, così tanto in verticale da farmi provare un insostenibile senso di vertigine;
scale esterne, ripide e strette; un via vai di persone che conosco, ma non ricordo.

E' di nuovo lunedì.

sabato 6 ottobre 2007

Tua figlia

pranzo con mia madre.
io.
"l'altra notte ho sognato di entrare nella vostra cucina e trovare papà, incupito.
gli chiedevo perchè, mi rispondeva qualcosa sul piatto del colapiatti".
mia madre.
"sì, il piatto del colapiatti. lo lavava sempre lui".
?