Dopo tanto vagare, vorresti solo tornare a casa.
Una casa piena di calore dove c'è un uomo che quando entri pensi che è stato lì tutto il tempo ad aspettare solo te. Ti accoglie con un sorriso, apre le forti braccia e ti dice la prima scemenza che gli passa per la testa solo per il gusto di vederti ridere.
Non mi sono mai concessa di sbagliare, mi sono punita, mi sono odiata.
Non sentirsi mai all'altezza, poi troppo.
Impotente oppure onnipotente.
Non ho mai affidato la mia vita a nessuno, ma ho desiderato condividerla. Ho sempre un mucchio di cose da raccontare, risate da scatenare, emozioni da far vibrare...
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mercoledì 16 marzo 2011
sabato 18 dicembre 2010
To Cry
Dopo una serata tra amici, in allegria, per festeggiare l'arrivo del Natale, ho sentito forte e chiaro che loro non mi appartengono, come io non appartengo a loro. Una facciata superficiale e di circostanza in cui ho trascorso qualche ora più per distrarmi che per reale desiderio.
Ma ancora più evidente mi è apparso il divario nel modo di sentire la vita che ci separa e ci rende estranei e sconosciuti. Ancora più pungente è stata la fitta che mi provoca la tua lontananza, più cocente si è insinuata la sensazione di lacerazione che provo da quando non ci sei più, quotidiano eppure saltuario, nella mia vita. Ancora più lampante quello che voglio e che mi appartiene, il mondo in cui sono amata, compresa e conosciuta per quello che sono fino in fondo: mi manca vedere la mia luce e la mia bellezza nei tuoi occhi, specchio sincero di quello che sono.
Mi sono scoperta a pensarmi in una dimensione che non avevo mai sentito prima, un'immagine di me che la mia mente non era mai riuscita a contenere. Ho pensato a noi due, a tutta la vita che potremmo lasciar pulsare nelle nostre vene all'unisono, alla passione di cui potremmo godere, a quella che condiviamo ed a quelle che ci rendono unici, ci distinguono ma ci completano, alla profonda consapevolezza con cui potremmo gustare ogni istante delle nostre esistenze, costruendo insieme quelle torri e piramidi indistruttibili ed eterne, piuttosto che rassegnarci ad anonime case, caduche e temporanee.
Ho pensato a te e ho sentito al contempo il tepore del focolare e l'impotenza di viverlo, semplice e libero. Sono entrata nella mia casa vuota e fredda, mi sono addormentata in un letto in cui mi rigiro infinite volte immaginando che sia il tuo corpo a scaldarmi. Ti ho desiderato più di sempre. Ho invocato quell'amore che mi riempie testa e cuore, che mi fa pulsare tempie e ventre in modo così chiaro e limpido.
E ho sperato che il tuo cuore sentisse il mio richiamo.
Ma ancora più evidente mi è apparso il divario nel modo di sentire la vita che ci separa e ci rende estranei e sconosciuti. Ancora più pungente è stata la fitta che mi provoca la tua lontananza, più cocente si è insinuata la sensazione di lacerazione che provo da quando non ci sei più, quotidiano eppure saltuario, nella mia vita. Ancora più lampante quello che voglio e che mi appartiene, il mondo in cui sono amata, compresa e conosciuta per quello che sono fino in fondo: mi manca vedere la mia luce e la mia bellezza nei tuoi occhi, specchio sincero di quello che sono.
Mi sono scoperta a pensarmi in una dimensione che non avevo mai sentito prima, un'immagine di me che la mia mente non era mai riuscita a contenere. Ho pensato a noi due, a tutta la vita che potremmo lasciar pulsare nelle nostre vene all'unisono, alla passione di cui potremmo godere, a quella che condiviamo ed a quelle che ci rendono unici, ci distinguono ma ci completano, alla profonda consapevolezza con cui potremmo gustare ogni istante delle nostre esistenze, costruendo insieme quelle torri e piramidi indistruttibili ed eterne, piuttosto che rassegnarci ad anonime case, caduche e temporanee.
Ho pensato a te e ho sentito al contempo il tepore del focolare e l'impotenza di viverlo, semplice e libero. Sono entrata nella mia casa vuota e fredda, mi sono addormentata in un letto in cui mi rigiro infinite volte immaginando che sia il tuo corpo a scaldarmi. Ti ho desiderato più di sempre. Ho invocato quell'amore che mi riempie testa e cuore, che mi fa pulsare tempie e ventre in modo così chiaro e limpido.
E ho sperato che il tuo cuore sentisse il mio richiamo.
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domenica 24 gennaio 2010
UST
E ritrovare la musicassetta originale degli Ustmamo', quella del concerto in cui li ho conosciuti, un giovedì mattino del '96, leggendo un trafiletto su LaStampa.
E la sera andarli a vedere live, costavano 12.000 lire.
E rimanere affascinata dalla voce di Mara e dall'aurea che il suo corpo emanava, danzando, minuta, come una farfalla che vola su un campo di fiori in un giorno di primavera, tiepido, vestita di lino bianco, muovendo appena ogni arto, al ritmo onirico della sua musica sola: capelli corti, il volto pronunciato, luminoso, magnetico. E scrivere parole indelebili, come il mio ricordo di quella serata, di lei, di me, com'ero: 21 anni, la testa rasata, l'Università, la politica, la voglia d'andar via di casa.
E la sera andarli a vedere live, costavano 12.000 lire.
E rimanere affascinata dalla voce di Mara e dall'aurea che il suo corpo emanava, danzando, minuta, come una farfalla che vola su un campo di fiori in un giorno di primavera, tiepido, vestita di lino bianco, muovendo appena ogni arto, al ritmo onirico della sua musica sola: capelli corti, il volto pronunciato, luminoso, magnetico. E scrivere parole indelebili, come il mio ricordo di quella serata, di lei, di me, com'ero: 21 anni, la testa rasata, l'Università, la politica, la voglia d'andar via di casa.
Sono di notte fonda
di labbra accese
di righe accennate appena
Sono piccola donna
donna piccola
donna che non cresce
Donna di verde acerba
non ancora cresciuta
donna di vaghe attese
sono di notte fonda
Cerco ciò che non trovo
mi muovo a stento
tra fili di rosespine
Piccola donna che aspetta
scintilla accesa
di luce e fuoco
Donna di verde acerba
non ancora cresciuta
donna di vaghe attese
sono di notte fonda
Mi perdo tra le rime
che vorrei dire
con belle parole
Amore/Cuore
Padre/Madre
Amore/Cuore
Padre/Madre
E com'e' strano il suono emesso da una musicassetta:
sembra giungere da un altro pianeta ...
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