Eri della Vergine come me.
Spero tu abbia smesso di soffrire at least.
Rest in peace.
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sabato 23 luglio 2011
domenica 8 maggio 2011
Alle 15 in punto
Ho sentito un fremito attraversarmi il corpo.
Rivivo quell'istante ogni anno
anche quando la mia mente tenta di scacciarlo
l'anima mia torna lì
disciplinatamente ribelle.
Ho ancora la tua mano nella mia
Pà.
Rivivo quell'istante ogni anno
anche quando la mia mente tenta di scacciarlo
l'anima mia torna lì
disciplinatamente ribelle.
Ho ancora la tua mano nella mia
Pà.
domenica 10 aprile 2011
nulla da dichiarare
Oggi per la prima volta sono tornata nel cimitero dov'è sepolto Guido.
Accanto alla sua bara nel terreno c'è una panchina in pietra,
mi sono seduta a guardare le foto che hanno portato gli amici:
quella in tuta da moto sulla spiaggia,
fa il classico gesto di saluto all'obbiettivo,
indice e medio a V,
quella della sua maglietta da calcio,
numero 5,
con le firme e le ultime parole di tutti i suoi compagni di squadra,
qualcuno ha scritto "Come faccio adesso senza di te?"
la prima frase che ho pronunciato io quando ho realizzato ...
Ma poi ce ne era una meravigliosa:
un primo piano,
gli occhiali da sole sulla testa rasata,
e il suo sorriso,
strafottente eppure dolce.
Sono rimasta a fissarla,
guardava dritto nella macchina,
sembra che ti guardi mentre tu lo guardi:
che bella sensazione.
Subito dopo,
per caso,
sono passata proprio sul luogo dell'incidente:
la sua chicane.
Nulla da dichiarare.
Accanto alla sua bara nel terreno c'è una panchina in pietra,
mi sono seduta a guardare le foto che hanno portato gli amici:
quella in tuta da moto sulla spiaggia,
fa il classico gesto di saluto all'obbiettivo,
indice e medio a V,
quella della sua maglietta da calcio,
numero 5,
con le firme e le ultime parole di tutti i suoi compagni di squadra,
qualcuno ha scritto "Come faccio adesso senza di te?"
la prima frase che ho pronunciato io quando ho realizzato ...
Ma poi ce ne era una meravigliosa:
un primo piano,
gli occhiali da sole sulla testa rasata,
e il suo sorriso,
strafottente eppure dolce.
Sono rimasta a fissarla,
guardava dritto nella macchina,
sembra che ti guardi mentre tu lo guardi:
che bella sensazione.
Subito dopo,
per caso,
sono passata proprio sul luogo dell'incidente:
la sua chicane.
Nulla da dichiarare.
sabato 13 novembre 2010
Merda
Che strana giornata.
Ieri sera pensavo cose, ma come sempre .. mi sbagliavo.
Io mi sbaglio spessissimo e non perchè non sia in grado di prevedere il futuro, non perchè non possieda il potere di crearlo con le mie mani, ma perchè mi porto dentro la tendenza alla drammatizzazione.
E' una rogna non da poco ...
Mentre rientravo a casa, sono passata sulla curva in cui ho perso Guido.
Guido, il mio amico più caro, una persona che sfuggiva a qualunque definizione, qualunque schema. Ero orgogliosa di essere sua amica. Ero orgogliosa che chiamasse me quando rientrava dalle sue trasferte solo per un paio di giorni e sceglieva di passarli con me.
Mi sentivo speciale ogni volta che mi chiamava per portarmi a cena, ogni volta che decideva di girare in moto con me. Mi lasciava stare davanti, fare il ritmo, anche se ero molto più lenta di lui. A lui non importava: quando usciva in moto con me, ero io che dovevo fare strada.
Ero orgogliosa ogni volta che mi scriveva durante i miei week end in giro in moto per sapere come stavo, se andava tutto bene, se stavo rientrando, dov'ero.
L'ultima volta mi scrisse: "Non impari mai! Arrivi sempre più tardi. Dormi ora, hai viaggiato tanto, hai bisogno di riposo".
E dal giorno dopo .. non c'era più.
Ogni volta che ero in giro in moto, lui in qualche modo era con me.
Quante volte ho provato l'emozione della moto prima ancora di guidarla, seduta sulla sua sella posteriore!!!
Era bravissimo, mi trasmetteva una fiducia totale.
Stasera mentre rientravo sono passata da quella curva.
La curva in cui l'ho perso per sempre la sera in cui saremmo dovuti stare insieme, ma io ho cambiato programmi.
Inutile dire il senso di colpa che mi divora.....
Mentre oggi facevo quelle curve che lui conosceva a memoria ho pensato:
"Merda!"
Sì, solo questo ho pensato ... Merda!
Ieri sera pensavo cose, ma come sempre .. mi sbagliavo.
Io mi sbaglio spessissimo e non perchè non sia in grado di prevedere il futuro, non perchè non possieda il potere di crearlo con le mie mani, ma perchè mi porto dentro la tendenza alla drammatizzazione.
E' una rogna non da poco ...
Mentre rientravo a casa, sono passata sulla curva in cui ho perso Guido.
Guido, il mio amico più caro, una persona che sfuggiva a qualunque definizione, qualunque schema. Ero orgogliosa di essere sua amica. Ero orgogliosa che chiamasse me quando rientrava dalle sue trasferte solo per un paio di giorni e sceglieva di passarli con me.
Mi sentivo speciale ogni volta che mi chiamava per portarmi a cena, ogni volta che decideva di girare in moto con me. Mi lasciava stare davanti, fare il ritmo, anche se ero molto più lenta di lui. A lui non importava: quando usciva in moto con me, ero io che dovevo fare strada.
Ero orgogliosa ogni volta che mi scriveva durante i miei week end in giro in moto per sapere come stavo, se andava tutto bene, se stavo rientrando, dov'ero.
L'ultima volta mi scrisse: "Non impari mai! Arrivi sempre più tardi. Dormi ora, hai viaggiato tanto, hai bisogno di riposo".
E dal giorno dopo .. non c'era più.
Ogni volta che ero in giro in moto, lui in qualche modo era con me.
Quante volte ho provato l'emozione della moto prima ancora di guidarla, seduta sulla sua sella posteriore!!!
Era bravissimo, mi trasmetteva una fiducia totale.
Stasera mentre rientravo sono passata da quella curva.
La curva in cui l'ho perso per sempre la sera in cui saremmo dovuti stare insieme, ma io ho cambiato programmi.
Inutile dire il senso di colpa che mi divora.....
Mentre oggi facevo quelle curve che lui conosceva a memoria ho pensato:
"Merda!"
Sì, solo questo ho pensato ... Merda!
Etichette:
commemorazione,
il lato merdoso della vita,
moto,
ricordi
venerdì 26 marzo 2010
Ciao, Principessa
Erano anni che non mi sentivo chiamare così.
La persona che lo faceva ogni mattina appena sveglia non c'è più.
Si è tolto la vita a modo suo, con una spada in vena,
la prima dopo tanti anni,
l'ultima.
E' stata la prima morte che ho vissuto sulla mia pelle,
avevo 24 anni.
Era sposato e aveva una bimba,
bellissima, Chiara.
Diceva sempre che si sentiva un disadattato,
anche se aveva costruito una famiglia,
aveva un lavoro stabile da anni,
sapeva che lo sarebbe rimasto per sempre.
Ogni tanto penso a te,
Maury,
con un grande senso di colpa.
La persona che lo faceva ogni mattina appena sveglia non c'è più.
Si è tolto la vita a modo suo, con una spada in vena,
la prima dopo tanti anni,
l'ultima.
E' stata la prima morte che ho vissuto sulla mia pelle,
avevo 24 anni.
Era sposato e aveva una bimba,
bellissima, Chiara.
Diceva sempre che si sentiva un disadattato,
anche se aveva costruito una famiglia,
aveva un lavoro stabile da anni,
sapeva che lo sarebbe rimasto per sempre.
Ogni tanto penso a te,
Maury,
con un grande senso di colpa.
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ricordi
venerdì 29 gennaio 2010
The Catcher in the Rye
Anyway, I keep picturing all these little kids playing some game in this big field of rye and all. Thousands of little kids, and nobody's around - nobody big, I mean - except me. And I'm standing on the edge of some crazy cliff. What I have to do, I have to catch everybody if they start to go over the cliff - I mean if they're running and they don't look where they're going I have to come out from somewhere and catch them. That's all I do all day. I'd just be the catcher in the rye and all. I know it's crazy, but that's the only thing I'd really like to be.
J.D. Salinger
mercoledì 15 luglio 2009
1 mese
Oggi sono tornata lì.
C'era un mazzo di fiori.
Come si usa fare.
Tu, presenza discreta,
non avresti MAI messo dei fiori in quel luogo.
TU non appartieni a quel pezzo d'asfalto,
TU non sei lì.
TU non eri una persona banale,
non facevi nulla di ciò che .. si usa fare.
Io non ti voglio ricordare lì.
Io .. vorrei tornare a quel lunedì,
rispettare i nostri programmi,
portare la mia moto dal meccanico con te,
andare a cena,
raccontarti del viaggio a Pesaro.
Io ti rivoglio qui con me.
Esattamente com'eri.
C'era un mazzo di fiori.
Come si usa fare.
Tu, presenza discreta,
non avresti MAI messo dei fiori in quel luogo.
TU non appartieni a quel pezzo d'asfalto,
TU non sei lì.
TU non eri una persona banale,
non facevi nulla di ciò che .. si usa fare.
Io non ti voglio ricordare lì.
Io .. vorrei tornare a quel lunedì,
rispettare i nostri programmi,
portare la mia moto dal meccanico con te,
andare a cena,
raccontarti del viaggio a Pesaro.
Io ti rivoglio qui con me.
Esattamente com'eri.