A 50 anni vivo di nuovo le stesse ingiustizie di quando ero adolescente nella mia famiglia.
Nonostante tutto quello che ho costruito ho vissuto ho superato sono ancora quella bambina di 5 anni che si chiudeva sola nella sua stanza quella ragazza di 15 anni che scappava sempre di casa quella giovane donna di 20 anni che veniva chiamata parassita perchè studiava.
Anche oggi che mi faccio in quattro per prendermi cura di mia madre malata subisco l'ingiustizia di non essere apprezzata ma anzi "Se non ci fossi stata tu tuo fratello avrebbe lasciato tutto a Pisa e sarebbe tornato per me tanto lui non ha problemi a cambiare vita".
A chiacchiere si costruiscono i palazzi...
La realtà è che io che sono la figlia minore ma non ho mai avuto una madre nè un fratello maggiore che mi proteggessero. Ho sempre avuto due estranei che non perdono occasione per denigrarmi.
Ma quando lui è finito in comunità per cocaina e quando lei è finita in ospedale per un tumore al polmone l'unica persona che si è adoperata per aiutare sono stata io.
L'unica persona che nella mia vita mi ha amata davvero è stato mio padre ma è anche l'unica persona per la quale quando si è ammalata ed è morta io non ho fatto quasi niente perchè non ho capito in tempo.
Anche oggi mi sento un fallimento perchè pensavo di essere riuscita ad allontanarmi per riuscire a diventare me stessa ed invece non sono neanche riuscita a farmi una famiglia a fare dei figli, ho avuto il terrore di fare figli e diventare come mia madre e rovinargli l'esistenza come ha fatto lei con la mia ed oggi mi manca da morire non aver fatto questa esperienza che mi meritavo e oggi so che sarei stata una madre amorevole e giusta.
Ho fatto un giro lunghissimo ma mi rendo conto oggi che sono ritornata al punto di partenza. Non ho risolto nulla. Infatti sono sola. Ho un lavoro mediocre, una vita mediocre, senza amici veri, senza un amore vero, non una relazione, ma almeno un amore nel cuore. Sono asettica, non provo nulla, sono un cazzo di iceberg. Le uniche emozioni che provo sono di rabbia e di frustrazione ancora e solo verso questa famiglia in cui non riconosco nessuna identità. Spesso mi chiedo come ho fatto ad uscire da quell'utero, come ho fatto a diventare la persona che sono NONOSTANTE LORO.
Meritavo di meglio ma non sono sicura di avere fatto del mio meglio.
Sono proprio a terra.
Non so da dove ripartire.