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sabato 25 febbraio 2012

E queste me le chiami scuse?

Ciao, volevo chiederti scusa per come mi sono comportato quella domenica, comunque puoi andare a casa di tua madre quando vuoi ed evita di fare la vittima visto che hai cominciato tu.

lunedì 23 gennaio 2012

Ineluttabile

La testa indolenzita e la bocca dolorante.
Un senso di vergogna e il freddo che mi investe a ondate,
come gli schiaffoni che ho preso,
in piena faccia,
uno, due.
Ho tentato di reagire,
difendermi,
fino al terzo:
mi è sembrato che la mascella si spostasse lievemente,
la paura mi ha bloccata.
E zittita.
L’umiliazione che provo è disarmante.
Sono stanca di affrontare tutto da sola,
non sono così forte.

domenica 22 gennaio 2012

Fuckin' Sunday

"Butta fuori di casa questa zoccola!"

Quando sei cresciuta con un fratello così,
certe domande diventano superflue,
capire il senso delle cose un esercizio di stile,
stare al mondo un filo pesante.

Turn off the light.


[Dolore assurdo alla bocca, merda...]

sabato 24 dicembre 2011

Comunque

Pà,
la vigilia di natale senza di te
è sempre un bello schifo.

Ostriche e Vermentino di Sardegna.

mercoledì 20 luglio 2011

Hard

Oggi è più dura del solito senza nessun motivo.
Ogni giorno è più difficile, più pesante, più inutile.
Sento un peso dentro di cui non conosco la causa: in fondo sono viva e sto bene. Mi mancano molto le cure e le attenzioni che ricevevo, anche se quando le ricevevo stavo bene e quasi non ne sentivo il bisogno.
O forse era solo una mia impressione?
So che ora mi sento triste e sola e non riesco a trovare ragioni per tirarmi su.
Mi trascino faticosamente durante il giorno con l’unico obiettivo di arrivare a sera e chiudermi in casa. Leggere, guardare la TV, ma non ho nemmeno voglia di vedere persone, come se non avessi nulla da raccontare o da dare.
Ho smesso di bere.

domenica 10 luglio 2011

Bla bla bla

Ci sono giorni che non sopporto il sole.

venerdì 8 luglio 2011

Ma

E' proprio tanto difficile scegliere di essere felici?
Scegliere le cose importanti,
quelle vere?
Siamo così presuntuosi da sprecare tempo e vita e passione?
E amore.
E allora nulla ha più senso.
Brancoliamo in questo buio eterno come zombie privi di sangue,
vene asciutte,
cuori lasciati ad essiccare.
Ho quel terribile groppo in gola
quello che non va giù niente
quello che rende tutto l'indigesto che ho vissuto
quello che ti blocca
e non ti lascia in pace
quello che vorresti dire mille cose ma non una cambierà la realtà.
Parole vane.
Impotenza,
la sensazione che più mi strazia,
sapere quanto poco valga quello che sono,
quello che sento,
quello che dico.
E allora lascio spazio a lacrime silenziose.
Curate le mie ferite,
addolcite il mio cuore,
spurgate la mia anima
devastata.

martedì 28 giugno 2011

Da qualche sera

Da qualche sera mi chiedo se mio fratello si sentisse così
quando si chiudeva in casa da solo a sciogliere pepite di coca da fumare
se ne sentisse così tanto il bisogno
se si sentisse così solo
se pensasse "Almeno per stasera sono a posto"
e domani chissà...

Mi chiedo cosa provasse mio padre
quando si scolava l'ennesima bottiglia di vino
seduto a tavola da solo davanti alla TV
e la mente si offuscava
a cosa pensava
a cosa non pensava più.

Se sentisse la sua vita così inutile
i suoi sogni così persi
i suoi principi così indigesti.

Da qualche sera...

domenica 26 giugno 2011

212 km/h

E non sentire niente.

martedì 14 giugno 2011

2

"Ma io come faccio adesso senza di te?" chiesi quel giorno mentre guardavo il mondo che si avvicinava al tuo volto pallido e freddo per donarti un ultimo bacio.
Me ne stavo in disparte, ti guardavo da lontano come ho sempre fatto, col timore di invadere il tuo spazio. Tranne una sera, quando contro ogni previsione, appoggiai la testa sulla tua spalla, dopo la cena siciliana a base di quel pesce che detestavi tanto e piansi. Piansi tutte le mie lacrime, perchè era l'8 maggio, l'anniversario della morte di mio padre. E mai avrei immaginato che dopo solo un mese e mezzo, in un cazzo di merdosissimo lunedì sera della minchia, avrei perso anche te. Mi manchi, troppo.
Ma alla fine ho raccolto tutto il coraggio che avevo, e ti ho baciato anch'io, in quella che chiamano la camera ardente...ardente di tutto il dolore che un essere umano può contenere.

Ti voglio bene, come sempre.

sabato 11 giugno 2011

Mentre fuori piove

La tristezza in questi giorni non accenna ad abbandonarmi.
All'improvviso ti capita un imprevisto che non avevi calcolato e il tuo mondo va in pezzi perchè a puttane è finita la tua autonomia, hai bisogno d'aiuto, non vorresti chiederlo ma devi e ti senti fragile e vulnerabile.
La tua famiglia ti volta le spalle, sai che se ci fosse ancora tuo padre sarebbe diverso e soffri il doppio, percepisci la sua assenza più di sempre e vorresti gridare che non è giusto.
E tante piccole cose che di norma lasci scivolare via assumono un'importanza diversa, ti guastano l'umore, ti fanno sentire quel sapore acre di fumo in gola quando qualcosa brucia, qualcosa dentro di te, le tue convinzioni.
Ti ritrovi sveglia di notte a pensare a tutte le persone che sono passate nella tua vita, ti senti un po' fortunata un po' persa e vorresti poter dire ad ognuno quello che non hai fatto in tempo, tempo scaduto: non si può.
Piove, incessantemente, fuori e dentro di te.

venerdì 10 giugno 2011

Elemosinare

Un giorno ci scriverò un pezzo.
Il giorno che sarò pronta a non farlo più.

domenica 15 maggio 2011

E poi capisci

Io sono le scelte che ho compiuto nelle esperienze che mi sono accadute. Non c'è indignazione perché c'è depressione, e quando anche un lieve moto di indignazione si leva, e' soffocato dalla frustrazione.
Credevo di sentirmi sola perché non ho un compagno.
Ho compreso che mi sento sola perché non ho mio padre.

venerdì 13 maggio 2011

Detesto

Chi mi toglie il sorriso dalle labbra
e l'entusiasmo dal cuore.

domenica 10 aprile 2011

nulla da dichiarare

Oggi per la prima volta sono tornata nel cimitero dov'è sepolto Guido.
Accanto alla sua bara nel terreno c'è una panchina in pietra,
mi sono seduta a guardare le foto che hanno portato gli amici:
quella in tuta da moto sulla spiaggia,
fa il classico gesto di saluto all'obbiettivo,
indice e medio a V,
quella della sua maglietta da calcio,
numero 5,
con le firme e le ultime parole di tutti i suoi compagni di squadra,
qualcuno ha scritto "Come faccio adesso senza di te?"
la prima frase che ho pronunciato io quando ho realizzato ...
Ma poi ce ne era una meravigliosa:
un primo piano,
gli occhiali da sole sulla testa rasata,
e il suo sorriso,
strafottente eppure dolce.
Sono rimasta a fissarla,
guardava dritto nella macchina,
sembra che ti guardi mentre tu lo guardi:
che bella sensazione.
Subito dopo,
per caso,
sono passata proprio sul luogo dell'incidente:
la sua chicane.

Nulla da dichiarare.

lunedì 4 aprile 2011

iomenoi

Se penso a tutto quello che ho dedicato
a quest'amore speciale e vero
mi sento al contempo sciocca e forte.
E mi amo un po' di più.

Stavo per scrivere un post su quanto ero felice di aver trovato un punto fermo nella mia vita: una persona che amavo al di là di tutto e tutti, che andava oltre qualunque dettaglio quotidiano, che non mi faceva sentire sola mai.
Complicità e sintonia, tribù.

Ma solo ora mi rendo conto che sono stata tradita.

Richiudo la mia porta.

Addio.

domenica 3 aprile 2011

Non c'e' niente di peggio

di un giovane uomo patetico.

Inviato da iPhone

martedì 1 marzo 2011

Astrazione

Non c'è nulla di peggio,
per una come me,
che sprecare l'amore.
La vita è ricominciata,
ma troppo amore è stato sprecato.

giovedì 17 febbraio 2011

Invece no

Due mesi di silenzio
e a tratti profonda sofferenza
che svanivano in un istante
nel trillo di un citofono
in un martedì sera qualunque.

sabato 12 febbraio 2011

Ne dubito

E per la seconda volta vengo racchiusa in un banale punto e ferita perchè mi sono aperta. Sarebbe meglio fingere, sarebbe tutto più semplice. Ma io non possiedo quest'arte.

Mi sono nutrita di speranze, ho sognato d'essere incappata in qualcosa di complicato ma anche per questo forte e vero: speciale. Mi sono allontanata da tutto e tutti con l'illusione di preservare una nicchia che stava al di sopra e al di là, un piccolo nido così mio, così nostro.

Ma avrei dovuto saperlo che non ci sarebbe stato alcun riguardo, che nessuno si sarebbe preso il disturbo di dire con chiarezza "Non ci riesco, mi dispiace", invece di lasciarmi intendere tutto e il contrario di tutto, a seconda dell'umore del momento. Perchè questo significa voler bene a una persona: non farle del male gratuitamente, quando già sta soffrendo inevitabilmente.

Ma non sono stata nemmeno ascoltata.