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mercoledì 9 febbraio 2011

Il paese delle meraviglie

«Che le linee principali della vita di una persona siano fissate tanto presto e' una cosa tristissima. E' come essere rinchiusi in una solida cella, vivere in un mondo circondato da un muro, avanzando verso la propria distruzione»
Murakami Haruki

domenica 29 novembre 2009

Frammenti di letture



Io sono piuttosto soddisfatto di stare al mondo! Il perchè non lo so. Può darsi che sia perchè la mia identità scissa in due si è sempre comportata come una coppia di comici, e così mi sono goduto la vita.
Il paese delle meraviglie, Murakami Haruki

martedì 24 novembre 2009

Il Paese delle Meraviglie

Ero il principe della delusione avvolto in un mantello di guai.
Avrei dormito come un sasso finchè non mi avesse svegliato un rospo grande come una Volkswagen Golf.


Murakami Haruki

martedì 27 ottobre 2009

La profezia

"Non voglio più essere manipolato da cose esterne alla mia volontà.
Non voglio più essere gettato nella confusione.
Ho già ucciso mio padre.
Ho già violato mia madre.
E adesso sto penetrando mia sorella.
Se la maledizione esiste, preferisco andarvi incontro di mia iniziativa. Voglio che tutto finisca al più presto. Voglio togliermi il più presto possibile questo peso dalle spalle. E dopo, non voglio più essere coinvolto dai progetti di qualcun altro, ma vivere secondo la mia volontà.
Questo è ciò che desidero.
Ed eiaculo dentro di lei".


Kafka sulla spiaggia, Murakami Haruki 2002

martedì 13 ottobre 2009

Kafka sulla spiaggia

"Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo.

Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perchè quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro. Quel vento sei TU.

Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole nè luna, nessuna direzione e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo.

Devi immaginare questa tempesta di sabbia.

E naturalmente dovrai attraversarla,
quella violenta tempesta di sabbia.
E' una tempesta metafisica e simbolica.
Ma per quanto metafisica e simbolica,
lacera la carne come mille rasoi.
Molte persone verseranno il loro sangue
e anche tu verserai il tuo.
Sangue caldo e rosso.
Che ti macchierà le mani.
E' il tuo sangue,
e anche il sangue di altri.

Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.

Ma su un punto non c'è dubbio.
Ed è che tu,
uscito da quel vento,
non sarai lo stesso che vi è entrato.
Sì,
questo è il significato di quella tempesta di sabbia".

MURAKAMI HARUKI, 2002