giovedì 18 febbraio 2010

Less is more


Voglio spalmarmi sul divano con la coperta gialla sulle gambe e il tea caldo al limone. Voglio spengere il cervello pensante e i pensieri cervellotici. Voglio la luce soffusa e fluttuante nel buio silenzioso etereo. Voglio immergermi in una vasca d’acqua bollente, al suono ovattato del subacqueo. Voglio abbandonare le perifrasi e indicare netto, ma con garbo.

Garbo?
Sì, Greta, classe sopraffina di donna in bianco e nero.

Voglio chiudere gli occhi e inventare spazi aperti senza rischi, volti fluidi tutti belli, corpi perfetti e anime sgombre da metastasi. Voglio immaginare la vita che ho con colori tenui, sfumature soffici, senza angoli né linee rette, curve dolci e salite appena accennate; fumetti senza parole, solo sguardi veri e sorrisi muti per trasmettere bisogni e desideri. O per non sentirli. Voglio bruciare le tappe e pentirmi, attendere paziente e rimpianti. Voglio lavarmi col sapone delicato al profumo di violetta e imbandire la tavola della festa, mettere le carnose calle in un vaso trasparente e aspettare l’ora giusta.

__ InTeRnAzIoNaLe __

Vergine (23 agosto - 22 settembre)

Stai affaticando così tanto la tua psiche che se ti guardo sento io il bisogno di riposarmi. Perciò non voglio incoraggiarti a seguire la tua inclinazione a fare sempre il tuo dovere fino allo sfinimento. E, anche se ammiro il tuo perfezionismo, non voglio spingerti a seguire questa tua tendenza. È con grande sollievo, quindi, che ti consiglio di prenderti una settimana di vacanza dai comportamenti appena descritti. Prova a fare degli esperimenti giocosi e caotici, che al momento sono più consoni alle tue necessità. Cerca di esplorare senza scopo e di improvvisare a ruota libera.

mercoledì 17 febbraio 2010

Amaro

Quel gusto sgradevole che si appiccica addosso, irrita la pelle, s'insinua tra le pieghe dei sentimenti. Che il tempo curerà, ma adesso c'è, sottrae il sapore buono che la vita ha.

Una sensazione di inganno, disonestà intellettuale nutrita da scialbo vittimismo, alla meschina ricerca di consensi per avvalorare se stessi, punge così forte da non poterla ignorare.
Disagi personali e dolori intimi con fiducia condivisi, scaraventati nel calderone della superficialità, con vigliacca e spavalda speranza di ferire, nel vano tentativo di minare equilibri fragili eppure forti e costruire la più vuota delle opere inutili: la vendetta. Cieca, come lo è ogni atto quando le emozioni sovrastano la ragione, baluardo unico ma saldo per la tutela dell'anima.

Quanta colpevole distruzione
Quanta incosciente dissipazione di energie
Quanta drammatica debolezza


Rabbia e sofferenze mai inflitte volontariamente armate con lucida crudeltà; vili abusi i proiettili esplosi con il solo intento di calpestare ogni valore, annientare ogni cellula sana di esseri imperfetti. Mistificazione delirante dell'essere umano e del suo opporsi ad arroganza e superbia, è la ciliegia acida su una torta indigesta. Patetici e penosi il contesto e la cornice, l'intenzione e il gesto, la parola e il silenzio.
Nulla è salvo.

Amaro.
Quel gusto sgradevole che contagia, inquina, infetta lo spirito innocente ma non ingenuo, fiducioso ma non sciocco, aperto per scelta e non per pretesa, sottrae il sapore buono che la vita ha,
la mia vita ha.
Quello che adesso c'è, ma il tempo guarirà.


Che cali il sipario, che si annulli la rappresentazione, che si chiuda il teatro, che sia condannato a morte l'autore della più rivoltante tragedia mai scritta.