martedì 9 febbraio 2010
Stregata
Te l'hanno mai detto che il vero attore non recita, mai, mai
Te l'hanno mai detto che il vero attore non recita, mai
Ricordi ricordi vorrei tu ricordassi
i miei occhi fissi i miei, per sostenerti
non stanno mai fermi
non stanno mai fermi
ho fatto e farò ciò che c'è in mio potere
ho fatto e farò ciò che c'è in mio potere
Avanti, va avanti voglio sentire il seguito
Avanti, va avanti voglio vedere il seguito
Avanti, va avanti
voglio vedere
voglio vedere
ho imparato per te solo per sostenerti
Sei stato tu a minar la convinzione
che il bravo attore non reciti mai
Sei proprio tu che mi getti nel dubbio
l'abisso che ormai è dentro un po' tutti noi
Mi hai detto lo stomaco mi costringe i secondi
lo stomaco mi costringe i secondi
lo stomaco mi costringe i secondi
lo stomaco mi costringe i secondi
Ieri all'oblio ho spuntato una vittoria la guerra non è vinta ma mi basterà trascrivere il mio nome ho preso ieri una decisione sapesse che tortura, decidere, se renderla partecipe oppure alquanto ostile c'è una cosa che, sa, non mi fa dormire quanto l'ultima, parola stia al rancore tanto l'insonnia questo e non ho pianto e ho riso in mezzo a tanti e sola al cimitero degli inglesi e non c'è prezzo per la condizione di chi giace e poi risorge comprendendone la mole ho preso ieri una decisione spero sia stato un bene
Ma c'è un particolare
non mi lascia dormire
la dignità incostante mal ripaga il cuore
la dignità incostante mal ripaga il cuore
la dignità incostante mal ripaga il cuore
Simona Gretchen, 2009
sabato 6 febbraio 2010
La sera in cui tutto mutò
Non era solo quando entrò.
Con lui appollaiato sullo sgabello più alto stava uno sconosciuto disinvolto.
Le parlò di una Terra lontana, destinazione imminente di sogni e progetti non suoi. Lei non udiva parole, solo il battito del suo cuore, un tamburo inarrestabile e forte, suonava un ritmo misterioso e solare. Vedeva solo i suoi occhi brillare, le sue mani componevano scene di vita non ancora accadute, il suo sorriso conquistava
l'uditorio silente, il suo sguardo emanava malinconia, antica mestizia di una notte fredda e incolore.
"E' tardi, si chiude!"
Nessuno si accorse che fuori pioveva quando dentro splendeva un sole caldo d'estate e di mare, di spiagge bianche sulle quali dormire, sognare, morire.
La guardò smarrito, ma subito un lampo illuminò i suoi occhi nocciola: mimò l'apertura di un ombrello, lo alzò sul suo capo e le offrì il braccio libero.
Se ne andarono così, il braccio di lei avvolto su quello di lui, con un ombrello immaginario sulle teste vicine, stretti nel loro primo amore.
E nemmeno una goccia li bagnò.
Inviato da iPhone
Con lui appollaiato sullo sgabello più alto stava uno sconosciuto disinvolto.
Le parlò di una Terra lontana, destinazione imminente di sogni e progetti non suoi. Lei non udiva parole, solo il battito del suo cuore, un tamburo inarrestabile e forte, suonava un ritmo misterioso e solare. Vedeva solo i suoi occhi brillare, le sue mani componevano scene di vita non ancora accadute, il suo sorriso conquistava
l'uditorio silente, il suo sguardo emanava malinconia, antica mestizia di una notte fredda e incolore.
"E' tardi, si chiude!"
Nessuno si accorse che fuori pioveva quando dentro splendeva un sole caldo d'estate e di mare, di spiagge bianche sulle quali dormire, sognare, morire.
La guardò smarrito, ma subito un lampo illuminò i suoi occhi nocciola: mimò l'apertura di un ombrello, lo alzò sul suo capo e le offrì il braccio libero.
Se ne andarono così, il braccio di lei avvolto su quello di lui, con un ombrello immaginario sulle teste vicine, stretti nel loro primo amore.
E nemmeno una goccia li bagnò.
Inviato da iPhone
La farfalla
Una donna s'infiamma per niente (proprio niente?)
Una donna non condivide (davvero?)
Una donna costruisce (barriere?)
Una donna dietro un vetro (una campana?)
Una donna protetta (isolata?)
Una donna dentro cui non si entra, un cuore cui non si accede
(non c'è la strada? Non c'è la porta? Non c'è la chiave?)
Un rubinetto perde acqua, un'immagine riaffiora, un'altra si perde nella memoria. Una risata riecheggia, al buio, nel silenzio di una stanza senza tende, finestre libere da cui filtra il sole del mattino che inonda lo spazio vuoto, in un angolo solo un letto, grande, ha una coperta arancione e piedi di legno chiaro, tranne uno: è colorato di nero ma è nascosto.
Che dicevi? Una donna?
Si, lo dicevo, dicevo una donna.
Giovane?
Giovane si, ma dentro vecchia.
Qualche volta la vedo: si accascia sul tavolo e piange, singhiozza come una bambina (che non trova più i genitori?) che si è persa. Vede una farfalla, smette di piangere, la insegue e sorride. E' colorata e si libra nell'aria, si appoggia su un fiore e su un altro e poi un altro e la bambina dimentica che si è persa, saltella nel prato con la farfalla. E' felice adesso! Finchè può inseguire la sua farfalla, vedere le ali che sbattono allegre, è felice.
Potrebbe essere peggio, potrebbe perdersi per sempre in quel prato fiorito, il prato potrebbe coprirsi di un manto nevoso, la neve potrebbe nascondere la strada di casa.
Allora si, che avrebbe paura.
Allora si, che sarebbe finita.
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Una donna non condivide (davvero?)
Una donna costruisce (barriere?)
Una donna dietro un vetro (una campana?)
Una donna protetta (isolata?)
Una donna dentro cui non si entra, un cuore cui non si accede
(non c'è la strada? Non c'è la porta? Non c'è la chiave?)
Un rubinetto perde acqua, un'immagine riaffiora, un'altra si perde nella memoria. Una risata riecheggia, al buio, nel silenzio di una stanza senza tende, finestre libere da cui filtra il sole del mattino che inonda lo spazio vuoto, in un angolo solo un letto, grande, ha una coperta arancione e piedi di legno chiaro, tranne uno: è colorato di nero ma è nascosto.
Che dicevi? Una donna?
Si, lo dicevo, dicevo una donna.
Giovane?
Giovane si, ma dentro vecchia.
Qualche volta la vedo: si accascia sul tavolo e piange, singhiozza come una bambina (che non trova più i genitori?) che si è persa. Vede una farfalla, smette di piangere, la insegue e sorride. E' colorata e si libra nell'aria, si appoggia su un fiore e su un altro e poi un altro e la bambina dimentica che si è persa, saltella nel prato con la farfalla. E' felice adesso! Finchè può inseguire la sua farfalla, vedere le ali che sbattono allegre, è felice.
Potrebbe essere peggio, potrebbe perdersi per sempre in quel prato fiorito, il prato potrebbe coprirsi di un manto nevoso, la neve potrebbe nascondere la strada di casa.
Allora si, che avrebbe paura.
Allora si, che sarebbe finita.
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